giù le mani dai trasporti regionali!

Nel suo programma di risparmio, il Consiglio Federale ha previsto dei tagli anche sul fronte dei trasporti pubblici. Attualmente, per essere finanziata a livello federale, una linea deve poter contare su un numero medio di almeno 32 passeggeri al giorno. Se il programma venisse approvato, questo limite salirebbe fino a 100 passeggeri al giorno, scaricando i costi sui vari cantoni e mettendo in difficoltà le regioni periferiche. Delle 1300 linee che ricevono soldi dalla Confederazione, 160 rischiano di venir soppresse, circa un settimo del totale. In Ticino potrebbero scomparire dunque 14 linee regionali,  a questo indirizzo si può vedere la lista completa. A mio parere questa mossa è completamente sbagliata: i trasporti pubblici bisogna potenziarli, non indebolirli!
Contro questo progetto sono già state lanciate due petizioni, una a livello nazionale (dell’ATA, l’Associazione Traffico e Ambiente) e una a livello cantonale (della GC, la Gioventù Comunista ticinese), che si possono trovare rispettivamente qui e qui. Vi invito a firmarle tutt’ e due, non solo le grandi città hanno bisogno dei trasporti pubblici!

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vendesi cultura?

Nelle università molti corsi, soprattutto quelli scientifici, vengono ampiamente finanziati da industrie private. Si potrebbe pensare che sia una buona cosa: le università ricevono più soldi e possono dunque avanzare meglio e più velocemente nella ricerca. Sì, è vero, ma in questo modo gli studi vengono indirizzati secondo gli interessi dei privati, e non secondo i reali bisogni dell’intera popolazione. Viene perciò compromessa la storica indipendenza accademica, che garantisce libertà di ricerca. Nel linguaggio tecnico questo processo si chiama “mercificazione dello studio”.
È anche contro ciò che fra la fine del 2009 e l’inizio del 2010 studenti di mezza Europa si sono mobilitati occupando istituti e organizzando manifestazioni. In Svizzera sono state occupate le università di Zurigo, Losanna, Basilea, Berna e Ginevra.
Come risolvere il problema, quindi? Si dovrebbe fare in modo che lo Stato torni a finanziare completamente gli atenei come faceva una volta. Dato che lo Stato deve, o dovrebbe, fare gli interessi di tutti i cittadini, le ricerche sarebbero di utilità all’intera società.

su Incontro Democratico

È stata da poco creata l’associazione politico-culturale Incontro Democratico, che riunisce l’ala radicale del Partito Liberale-Radicale e l’ala più moderata del Partito Socialista. Personalmente penso che questo incontro non porterà a niente. A mio parere si tratta solamente di una banale risposta da parte dei vertici del PS alla crisi dell’intera socialdemocrazia europea.
Il declino delle socialdemocrazie è stato causato dalla loro incapacità di dare delle solide alternative economiche e politiche alla popolazione, subendo la crisi come un qualsiasi partito borghese che la crisi l’ha causata. Il PS dovrebbe dunque sì cercare dialogo e collaborazione con gli altri gruppo politici, ma, in questo momento, non a destra, bensì a sinistra!
Come si vede in questo articolo apparso sul domenicale il Caffè, nel quale anch’io esprimo la mia opinione, molti giovani socialisti sono scettici riguardo a questo progetto. Penso dunque che la dirigenza del PS dovrebbe almeno consultare e dare un peso maggiore alla sua base, cosa che non ha ad esempio fatto con la creazione di Incontro Democratico.